Simiatug, grande
Ecco, tranquillità, pace, pure solitudine, io.
è sera, il Padre è a nanna, Iasna ed Alenka, le due ragazze croate che da ieri a venerdì staranno a Simiatug con me sono alla Posada, per la precisione Iasna è nel mio ex-letto, un po' congelata e un po' sorpresa dal mondo di Simaitug, così come lo sono stata io qualche mese fa, in compagnia di quel dottore con cui tanto chiaccheravo.
E io sono qui, felice come una pasqua, in mezzo a tutta quest'acqua che compromette strade, non permette di muoversi e a momenti fa pure saltare la corrente.
Oggi ho incontrato le referenti dei progetti con i quali lavorerò: pare che nei prossimi giorni riusciremo a pianificare la mia pseudoprofessionale per le prossime settimane, mas o meno.
E ho incontrato uomini (...) e donne (le varie Hermanas incrociate tra missioni e conventi, e le mamme e le mujeres dei pueblos che si raccontano...) di una bellezza un po' disarmante ("...pelle d ebano di Pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante, facce meticce di razze nuove come il millennio che sta iniziando questo e' l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballandoooo....": delirio da altitudine... ;)!), davvero bellebelle persone.
E sto tentando di capire tante cose, alcune più complesse, altre un po' meno...ma nulla di banale, nulla di scontato, tutto...entusiasmante.
Ed è altrettanto bello leggervi, leggere che mi salutate, che appiccicate post in bacheca, che mandate mail e posta qui...è bello vedere che ci siete un pochino anche voi qui con me!
...e nada mas.
sto bene; mi sento tanto a casa.
e mi chiedo se sia normale.
solo ogni tanto sbrocca un pochino di nostalgia, nostalgia per le persone che mi stanno più a cuore e che non son qui. ma tanto poi torno e ci ritroviamo, con qualche capello bianco in più e chissà cos'altro.
abbraccione a chi legge, in stile ecuatoriano che permette a chi lo riceve di captare un...monton di cose!
e in foto...giornata di san valentino al convento delle ancelle della carità della ciutadela yaguachi di quito...
(copia incolla da facebook)
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Vita a palo quemado, pre simiatug: ci si acostumbra!
ahhhh! ;) che figataaa! bien, dunque parto col dire che in questa settimana mi son sparata mille messe, catechesi e simili. son andata in 2 missioni delle suore della carità (per la precisione ancelle della carità!), a palo que
mado (provincia di cotopaxi, entroterra) e a las esmeraldas (costa oceano, fa provincia); ieri siamo saliti in camionetta, io e il padre, alla volta di queste montagne che oggi sono coperte dal sole, dopo mesi e mesi di acqua... Ci sono mille frane, per salire si devono percorrere strade alternative,...ma oggi c'è il soleeee! ecco, ora vò a dar la volta, o per meglio dire vado avanti nell'impresa di pulizia! ;) ma d'ora un poi ogni tanto apparirò qui! ;) sicchè...saluto e ringrazio tutti! ;) ...e appiccico un pezzo di chiaccherata con giulio, per raccontare un minimo di quotidianità qui! ;)
a simiatug ho la connessione (da casa del padre!)...però spesso effettivamente manca la luce a causa di frane...ieri è tornata..
Giulio
tenta non farti male
7:58 io
hihi !;)
...uno svolazzone già l'ho fatto, a dirla tutta!
ma nulla di grave, solo qualche escoriazione su un braccio e un bollo blu sulla coscia! )
7:59amGiulio
nuu
guarda che se fai la scavezza collo ti riportiamo indietro!
8:00 io
hihih, ma che scavezza....stavo portando due sacchi d'immondizia dalla casa delle suore alla casa campesina che loro gestiscono, e c'era muschio per terra...e il resto immaginatelo!
(copia incolla da facebook)
27.10.08, lunedì
uhm, ripercorrendo un po' le giornate passate ne vien fuori quanto segue:
- domenica 26.10
telefono a casa, che oggi è il compleanno del papà e ci stan gli auguri! fatto questo riprendo a dormire, dato che sto piuttosto malino. ho mal di pancia e spesso e volentieri faccio le corse al bagno, ma nulla di grave. pranzo del dì prima?! ..giornata di letto, dormita in stile letargo, della durata di 48 ore!
- sabato 25.10
si parte la mattina alle 9 e, con il Padre, si va a Mindina e a Cascarillas, facendo poi sosta a Chigue dove una formatrice locale tiene la replica del taller su riproduzione e aspetti sessuali connessi a maternità ed igiene.
uhm, della gita si portan via:
* un'orchidea regalatami dal padre,
* una spossatezza infinita che poi culminerà in un colossale mal di pancia, dovuto presumibilmente al pranzo a base di riso e lenticchie (presumibilmente innocuo, dice la mia pancia) e brodo di avena e frutta, iperdolce (presumibilmente letale),
* alcune conoscenze geografiche, comprese nozioni varie sulla costruzione del ponte che unisce Cascarillas alla provincia di Cotopaxi (la necessità che una decina di anni fa ha spinto il popolo ad armarsi di santa pazienza e di buona volontà, oltre che di energia -e mica poca,- per ricavare nella roccia (granito non formato) una via di collegamento a suon di dinamite) e la sperimentazione ulteriore delle strade della zona, decisamente devastate
* un pochetto di malinconia trasudante dal dottore
* la conoscenza di una comunità poco abituata a pensare allo sviluppo
* delle critiche di un anziano del paese che riporta il suo timore, e quello delle persone della sua generazione, inerente la voglia dei giovani di spostarsi verso la città, disprezzando il valore della terra e del lavoro manuale oltre che la cultura rurale
* alcuni concetti, spiegati in modo più o meno divertente sulla riproduzione e sugli aspetti sessuali
e poi, in ritorno dal viaggetto, ci aspetta una cena a casa del Padre, in compagnia di P. -insegnante dell'Università salesiana, che ha più o meno la mia età credo, vegetariana, interessante-, la sign.a C., il dottore e il padre, appunto.
La sign.a C. ha preparato tre tortini che chiama pizze, buone, eccome, solo che io stavo già piuttosto malino, e si è chiaccherato del più e del meno, dall'organizzazione delle prossime giornate, alla doppia trazione che la sign.a C. ha sfondato, alla musica del posto (nessun italiano conosciuto, ma si ascolta molto Mercedes Sosa che però da un paio d'anni si è definitivamente ritirata dai palcoscenici e dalle sale d'incisione), alla chitarra che il padre possiede, pur non sapendola suonare, alle fotografie scaricate.
Ah, prima della cena c'è stata una consegna d'epistola, non trascritta!
E poi finalmente, verso le 10, si torna alla Posada e inizia una nottata memorabile, che prevede una decina di pausa-bagno. uff...
- venerdì 24.10
con Eloisa si va a Talagua, a visitare il jardin (asilo) e a raccogliere adesioni e "iscrizioni" da famiglie che anopra non usufruiscono del servizio per i bimbi (nè dell'asilo, dedicato ai bimbi dai 2 anni e mezzo ai 5 anni, nè di quello di "monitoraggio a domicilio", per i bimbi dalla nascita ai 2 anni). SI sale col bus delle 6.00 (ci si trova in piazza alle 5.50, faccio notare!), arrivo previsto alla tappa per le 7.20 circa, e poi un'oretta circa di cammino, in piano.
Ecco, inizia la zona della comunità di Talagua: c'è un sole spettacolare, all'alba, e si è in pari con le montagne attorno: meraviglioso.
Anche Eloisa viene qui per la prima volta, sicchè si va all'avanscoperta delle case, delle famiglie e...dei cani da guardia.
Uhm, una sign.a ci apre e parla con noi, e ci lascia i dati dei figli così da poter ripassare a cadenza settimanale a vedere come crescano (un bimbo dovrebbe andare all'asilo ma non ci va perchè, la volta che ha tentato di portarlo, è stato male; la signora parla di morte e poi Eloisa mi riferisice che ha avuto un attacco di cuore (io ne parlo in un secondo momento col dottore: presumibilmente attacco epilettico).
Le atre famiglie ci gridano da lontano che non ne vogliono sapere, che non hanno bimbi in casa (nonostante i bimbi che si intravedono) o, alla peggio, ci mandano contro i cani che non sembrano essere molto cordiali.
Ecco, quindi si va al centro a cercare un educatore che ci possa accompagnare nell'impresa conoscendo le famiglie o che abbia almeno una schedatura delle famiglie, dei bimbi potenziali fruitori.
Al jardin, che dà sulla piazza principale, troviamo poi tante mamme, sia dei bimbi che già frequentano l'asilo sia di bimbi piccolini, per cui ci accontentiamo di fare un lavoro di predisposizione dei contatti e dei monitoraggi da tenere nei prossimi periodi (mica poco). E io spupazzo bimbi di tutte le età, addormentandoli, giocandoci, rincorrendoli, e via.
si mangia, si riordina e si torna, naturalmente a piedi (che l'ora a piedi dell'andata sommata all'ora e quasi mezza di bus mica ci fa paura!) ma dopo quasi 2 ore di cammino pioviggina e siam cotte, e vari cagnacci han tentato l'agguato...e dopo aver attraversato pascoli, accarezzato mucche e asini, oltre che lama, ci decidiamo a prendere (o per meglio dire ci imbattiamo) nel bus che passa per Santo Domingo.
Così si conclude la giornata in esterno (ore 17 circa) a cui segue doccia, "riposino", cena e discorsi con il dottore, dopodichè nanna.
- giovedì 23.10
Solo una rapida aggiunta a quanto avevo scritto velocemente:
uh, che spupazzamento di bimbi! il mio effetto soporifero fa effetto ancora e ancora! una bimba che piange ad aquila, e io che la stendo. secondo bimbo in preda a crisi di nostalgia dalla mamma: tempo 10 minuti scarsi e dorme! uh!
ah, e si è pure dato fuoco al circoncondario dell'asilo tanto per far un po' di pulizia (metodologia condivisibile?). A El Tingo nessuna raccolta di adesioni casa per casa, che si farà eventualmente in un secondo momento (e comunque qui il jardin è avviato già da tempo, quindi già i bimbi partecipano e le famiglie conoscono).
Anche sto giro, dopo la tappa al secondo jardin (Potrero) si arriva a casa, doccia, confronto sulla giornata e nanna, via, veloce, cotta. (Ah no, a dirla tutta c'è stato il passaggio alla sede delle donne di SImiatug Samai, da dove ho postato!)
Ecco, e ora torno ad oggi, lunedì 27.10
dopo un'altra nottata di...un po' così, ma meglio (ieri digiuno!) mattinata con colazione (che è rimasta al suo posto), revisione di documenti vari, pranzo, ancora lavoro su files e confronto col dottore, inframezzato poi da discorsi su religione e don Antonio Bello (e Don Turoldo & c); ora pausa letto, che un po' cotta comunque lo sono, mentre il dott. è andato ad incontrar responsabili del subcentro e del progetto FODI (asili), e...ora che è tornato si vede se si può fare ancora qualcosa assieme, e altrimenti si punta a guardare "Mar Adentro" di Amenàbar, del padre, o magari ad aggiustar con colori i questionari dei prossimi giorni per gli educatori e i promotori.
yep!
si inizia a pensare, io, a quello che posso lasciare qui nel tornare, così da non doverlo riportare a gennaio/febbraio.
e alla mamma, per telefono, l'altro ieri ho dato per certo che l'annetto qui si farà.
ecco, il mal di pancia certo non è piacevole (uhm, la pressione epistemiologica, come dice il dottore, dà i suoi effetti), ma mi sa tanto che il gioco vale la candela.
e un giorno ogni tanto di letargo ci può pur stare, che poi si sa mai che torni con qualche chiletto in meno addosso! ;)